Unzione degli infermi

Fra i sette Sacramenti, che ci sono dati come mezzo lungo il nostro cammino verso la salvezza, si trova anche il Sacramento che chiamiamo unzione degli infermi.


Insieme alla santa Confessione, questo Sacramento è annoverato fra i Sacramenti della guarigione. Con esso la Chiesa esprime la sua premura anche per i membri che soffrono, mostrando loro che non li dimentica, ma pensa a loro, li aiuta e prega per loro, affidandoli al Signore Gesù Cristo perché li salvi: a colui che prende su di sé le pene e soffre egli stesso. «Egli ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie». (Matteo 8,17) Gesù ha sempre avuto comprensione per i malati e per i deboli. Sente compassione per loro, e le numerose guarigioni testimoniano la sua potenza divina. Egli è «Dio che ha guidato il suo popolo», e questo è segno che il Regno di Dio era vicino.

Nel vangelo secondo Marco leggiamo come Gesù, medico divino dell’anima e del corpo, mandò nel mondo i suoi discepoli, gli apostoli, con questo chiaro mandato: «Guarite gli infermi!» ( Matteo 10,8 ) Ciò che essi avevano ricevuto da Dio fu raccomandato e proclamato ai fedeli per mezzo dell’apostolo Giacomo: «Chi è malato fra voi, chiami i presbiteri della Chiesa, perché preghino su di lui e lo ungano con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato, e il Signore lo rialzerà; e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati». (Gc 5,14-15). La Chiesa apostolica ha dunque il rito dell’unzione, nel quale la Tradizione ha riconosciuto uno dei Sacramenti, amministrato per dare la grazia al cristiano che vive la prova legata a una malattia grave o alla vecchiaia.

Si raccomanda che l’unzione degli infermi sia amministrata a una persona cosciente. Prima di ricevere questo Sacramento la persona dovrebbe confessarsi. A coloro che non possono farlo, perché per esempio non sono coscienti, questo Sacramento perdona i peccati. È opportuno amministrarlo durante l’Eucaristia, ma può esserlo anche singolarmente, per un solo malato o per più infermi.

La celebrazione del Sacramento ha queste parti principali: l’imposizione della mano, la preghiera nella fede della Chiesa e l’unzione con l’olio santo benedetto dal vescovo il Giovedì Santo. Il malato viene unto con l’olio sulla fronte e sulle mani (secondo il rito romano) o su altre parti del corpo (in Oriente), mentre si pronunciano una sola volta queste parole: «Per questa santa unzione e per la sua tenerissima misericordia ti benedica il Signore, con la grazia dello Spirito Santo ti aiuti e, liberato dal peccato, ti salvi e misericordiosamente ti sollevi».

I frutti della grazia propria del Sacramento dell’unzione degli infermi sono:

  • il malato si unisce alla passione di Cristo, per il proprio bene e per quello della Chiesa;

  • riceve sostegno, pace e coraggio per sopportare cristianamente le difficoltà della malattia o della vecchiaia;

  • riceve il perdono dei peccati, se non ha potuto riceverlo nel Sacramento della confessione;

  • riceve la salute, se questo giova alla salvezza spirituale;

  • prepara il malato al passaggio alla vita eterna.